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Un seminario con Sal

Cinquant’anni di Terapia Familiare. Seminario con il Professor Salvador Minuchin
a cura di Cecilia Edelstein
Conversazioni e dialoghi con Shinui, 2003 (www.shinui.it)

Letto da Laura Vernaschi

Con questo volume prende il via la collana intitolata “Dialoghi e conversazioni con Shinui”, un piccolo quaderno poco più grande di una mano, ma dal contenuto prezioso: il seminario condotto da Salvador Minuchin presso l’associazione Shinui, di cui Cecilia Edelstein ripropone la trascrizione fedele. L’incontro, condotto in italiano, era rivolto a soci, allievi, collaboratori dell’associazione ma anche a quanti volessero per un giorno addentrarsi dentro la storia della Terapia della Famiglia. Oggi anche chi non c’era ha la possibilità di leggerlo.
Il volume e il seminario, suddivisi sostanzialmente in due parti, vertono in primis sulla descrizione del panorama della terapia familiare e la sua evoluzione nell’arco di cinquant’anni (in allegato si trova in materiale portato da Minuchin stesso), per poi, nella seconda parte, concentrarsi sugli aspetti pratici del lavoro terapeutico, illustrato attraverso due casi clinici. Le due aree tematiche sono intervallate dalla trascrizione dei dialoghi così come sono avvenuti tra il professore e i presenti.
Salvador Minuchin, uno dei padri della terapia familiare, si muove tra le pagine fino a diventare semplicemente ‘Sal’, narratore di storie, emozioni e suggestioni. Nel racconto della storia della terapia familiare, Sal colloca persone, oltre che grandi terapeuti, e non è difficile immaginarselo mentre passeggia fra i presenti, chiedendo pareri o aprendosi allo scambio ed al confronto.
La lettura, che possiede il tono intimo e confidenziale di una conversazione, rappresenta, per chi ancora non conosce l’approccio strutturale alla terapia familiare, un’occasione per entrare in contatto con i metodi e le tecniche presentate nello specifico e comparate con l’approccio sistemico, ma, soprattutto, un’opportunità per conoscere, come di persona, un uomo e un terapeuta dallo stile e dal carisma unici.
Per chi, invece, già conosce Salvador Minuchin, può rappresentare uno stimolo per riflettere in modo critico sulla descrizione effettuata della storia della terapia familiare e sul posizionamento all’interno dello schema proposto (sistemico o strutturale? Osservatori partecipanti o “interventisti trattenuti”?) e, sicuramente, la possibilità di rivivere l’esperienza di un incontro e di un dialogo con ‘Sal’.

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