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Depressione e relazioni

settembre 11, 2004

Juan Luis Linares, Carmen Campo: Dietro le rispettabili apparenze. I disturbi depressivi nella prospettiva relazionale
Franco Angeli editore, 2003

Letto da Laura Vernaschi

“È impossibile esaurire un tema come quello dei disturbi depressivi. Questa opera pretende di essere solo un modesto contributo.”
Così gli autori definiscono questo volume che modesto non è, anche per il semplice fatto di affrontare e rileggere la depressione maggiore e la distimia in chiave relazionale.
Dopo una breve parte introduttiva che prende in esame l’evolversi del rapporto tra psichiatria e malattie mentali – che di volta in volta, a seconda del contesto storico, sociale e culturale, si avvicendano per occupare i luoghi emblematici della psichiatria – gli autori arrivano a considerare i disturbi depressivi, come quelli che possono rispondere meglio ai trattamenti psichiatrici attuali, per la loro disponibilità a essere letti in chiave biologica. È ovvio che, un approccio di questo tipo, porta a sottovalutare gli aspetti psicologici e relazionali della depressione.
Per Linares e Campo, la riorganizzazione dei disturbi depressivi come categoria diagnostica indipendente dei disturbi affettivi, consente una loro rilettura in chiave relazionale, partendo dall’idea che l’uso della diagnosi è un “insieme di metafore guida”, e come tale può essere sottoposto a continue rivisitazioni, rinnovamenti e messe in discussione.
I criteri di base secondo i quali vengono affrontati i fenomeni depressivi tengono conto delle funzioni genitoriali, intese nella loro caratteristica influenza da parte della famiglia d’origine verso i figli, nei termini specifici di “nutrizione emotiva” presente – o assente – nel contesto relazionale, ma anche delle funzioni coniugali che, se disfunzionali, possono interferire con la genitorialità. In particolare, la depressione vede la costruzione sociale di un’identità svalutante, dietro la rispettabile facciata di un contesto familiare d’origine carente dal punto di vista emotivo, e l’instaurarsi di un rapporto di coppia caratterizzato da complementarità rigida; la distimia invece, fonda le sue radici nell’universo nevrotico, ed è contraddistinta da una triangolazione da parte dei genitori del futuro paziente, il quale riproporrà, nel futuro rapporto di coppia, una relazione fortemente simmetrica.
Le caratteristiche relazionali di depressione e distimia, necessitano quindi di un approccio sistemico, in un processo in cui compaiano elementi alternativi che possano portare ad un equilibrio relazionale in cui i sintomi non abbiano più senso di esistere.
Sulla base di una ricerca condotta dagli autori, l’opera si presenta al lettore come un utile manuale in cui trovare preziose indicazioni e spunti per affrontare la sfida terapeutica; l’esemplificazione delle fasi del trattamento terapeutico attraverso casi clinici riportati con estrema chiarezza, rende la lettura interessante e coinvolgente fino all’ultima pagina, in cui nascono ulteriori interrogativi e si aprono nuove prospettive per la rilettura anche di altre problematiche come il disturbo bipolare.

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