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4 domande al prof. Piero De Giacomo

giugno 11, 2004

A cura di Paola Conti

Piero De Giacomo è Direttore dell’Istituto di Psichiatria dal 1974 e della Scuola di Specializzazione in Psichiatria dal 1974 fino al 1999. Dal 1999 al 2002 è stato Direttore del Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche dell’Università di Bari. È professore ordinario alla facoltà di Medicina e Chirurgia di Bari, e insegna Psichiatria e Psicologia.
Presidente della Società Italiana di Ricerca e Intervento sulla Famiglia (sezione della Società Italiana di Psichiatria). È stato presidente del CIRISU scuola di formazione in psicoterapia riconosciuta dal MURST. È membro del Consiglio Superiore di Sanità.
Dirige diversi corsi universitari di Perfezionamento.
Ha pubblicato oltre 230 articoli e dieci libri in Europa e Stati Uniti.
Ha lavorato sui Disturbi del Comportamento Alimentare, sulla schizofrenia, la depressione, i disturbi d’ansia, le tecniche di psicoterapia breve.

Gli ha rivolto alcune domande Paola Conti, psicologa consulente a Cremona e allieva del Centro Milanese di Terapia della Famiglia

Egregio Prof. De Giacomo, Lei è conosciuto soprattutto per il “Modello Pragmatico Elementare”. Da dove ha preso origine questo modello? In che cosa consiste, quali sono le sue finalità e gli ambiti di applicazione?

Il Modello Pragmatico Elementare ha preso origine dal lavoro del sottoscritto ed un informatico Alberto Silvestri (purtroppo deceduto) ai quali si sono aggiunti altri psichiatri, psicologi, informatici, matematici, ingegneri. Si tratta di un modello originale della mente umana, intesa come interazioni e cambiamenti. L’ispiratore del nostro lavoro come filosofia di base è stato Gregory Bateson, un biologo ed antropologo che ha dato il meglio di sé negli USA negli anni 50. Anche il pensiero di Melania Klein con le due posizioni schizo-paranoidea e depressiva inizialmente ha giocato un certo ruolo. L’applicazione del Modello è nel campo della psicoterapia e del counseling e nel campo dello sviluppo della creatività problem solving applicabile a qualsiasi settore dell’attività umana (v. P. De Giacomo: Mente e creatività. Ed F. Angeli 1977).

Si è occupato molto di disturbi del comportamento alimentare. Qual è l’approccio seguito in questo tipo di disagio?

L’approccio è fondamentalmente di terapia familiare, basato sul MPE. L’intervento più noto è quelo del “ viaggio col padre” nell’anoressia mentale, che consiste in un forte avvicinamento del padre alla figlia ottenibile con un viaggio dei due della durata di tre – quattro settimane, in cui il padre “fa conoscenza” della figlia. Recentemente abbiamo presentato alla SOPSI una catamnesi dopo 20 anni, che ha dimostrato che il viaggio col padre dà risultati definitivi.

In che cosa consiste l’intervento integrato psicoterapico? Che ruolo ha per Lei la famiglia in ambito psicoterapeutico?

Il nostro punto di vista è che anche nella semplice visita psichiatrica, accanto alla diagnosi e alla somministrazione di famaci si può fare qualcosa che agisca sul mondo della comunicazione, tipo: prescrizioni di comportamento, frasi incisive, programmi scritti o computerizzati da svolgere a casa (v. Ottimizzazione della vista psichiatrica, P. De Giacomo e coll. Ed F. Angeli Milano 1997 eSantoni Rugiu A. e coll. “Anoressia e bulimia. La svolta”. Ed F. Angeli 2001 , ecc.) oltre che psicoterapie brevi di tipo familiare (v. P. De Giacomo “psicoterapia breve”, Ed. NIS 1992).

Ultimamente ha pubblicato, insieme al Prof. L’Abate, “Le relazioni umane intense e come migliorarle”. Allora come si possono migliorare queste relazioni?

Rispetto all’ultima domanda rispondo che in quel libro sono state esposte in maniera completa sia la teoria di L’Abate sia il mio modello come aspetti teorici e come applicazioni pratiche nel campo della normalità e nel campo della psicoterapia. Si tratta di un libro importante di oltre quattrocento pagine che rappresenta un contributo utile per tutti gli operatori della salute mentale. La differenza fra la teoria di L’abate e la mia è abbastanza marcata per cui i due approcci sono complementari e si integrano fra loro. Credo che in quel libro si diano delle risposte fondamentali su come orientarsi e operare chiaramente sulla mente umana.

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